Caseificio Morandi: una favola dal passato

Abbiamo assaggiato i loro formaggi prima ancora di andare a visitare il loro caseificio, e ce ne siamo innamorati. Se anche voi non vi accontentate mai quando si tratta di formaggi, allora non potete fare a meno di provare le squisitezze del Caseificio Morandi di Anguillara Veneta. E se proprio non ci credete, allora vi spieghiamo come fanno le ragazze del Caseificio Morandi a portare in tavola queste eccellenze.

Il gusto della semplicità

Personalmente non mi alzo mai da tavola senza aver concluso il pasto con un pezzetto di formaggio, perché come dicevano i nostri nonni “ea boca no xe straca se no sa da vaca” (la bocca non è stanca se non sa da vacca). Nella mia vita ho inseguito la mia fame ricercando e assaggiando formaggi e derivati del latte nei posti più disparati, come quando ai mari turistici della Croazia ho preferito avventurarmi nella ricerca del tradizionale yogurt acido tra le campagne dell’ex Jugoslavia, e in Sardegna preferirei senza dubbio una spalmata di casu marzu alla mondanità luccicante della Costa Smeralda. Ogni volta che vado in vacanza in montagna, ad esempio, costringo amici e familiari ad accompagnarmi in lunghe camminate alla ricerca delle malghe più sperdute. Insomma, sono una vera rompipalle in quanto a formaggio (e molti direbbero…fosse solo per il formaggio!). Eppure, in fondo siamo abituati alla comodità del supermercato sotto casa e pensiamo davvero che per mangiare meglio sia necessario ricercare chissà cosa, chissà dove. Invece, il nostro territorio è ricco di piccole eccellenze, ma non siamo più abituati ad accorgercene.

Un sapore che arriva da lontano

In ognuno dei loro formaggi, il gusto del territorio si mescola alla tradizione del passato. Il Caseificio Morandi è il lieto fine di una bellissima favola, è una storia che arriva dal passato per ricordarci il sapore della tradizione ogni volta che assaggiamo i loro formaggi. Negli anni ’40 la famiglia di pastori di pecore Morandi, nella transumanza della stagione invernale dall’Appennino tosco-emiliano di cui era originaria, raggiungeva i grandi pascoli della Pianura Padana, per poi decidere di stabilirsi negli anni seguenti proprio nella Bassa Padovana, vicino a Rovigo, dove avrebbe continuato a portare avanti la tradizione dell’allevamento ovino, spostando da allora il gregge sulle Alpi durante l’estate. Negli anni ’80 Oriano Morandi decide di vendere il gregge per dare vita al suo sogno: aprire un caseificio. Oggi, ogni volta che li assaggiamo, i prodotti della famiglia Morandi ci raccontano questa storia, di quando il latte di pecora dei pastori si mescolò al latte di vacca dei contadini che vivevano la Bassa Padovana. Oggi in azienda, oltre a Oriano e alla moglie Maria, a mantenere viva questa bellissima favola ci sono anche le loro figlie Chiara, Angela ed Elena.

Pecora, capra e vacca: comunque vogliate ma sempre 100% latte veneto

Mi sono chiesta quale sia il segreto della famiglia Morandi. Sicuramente l’amore per questa storia e la passione nel mantenerla viva ogni giorno, ma quello che mi ha stupito è la semplicità con cui ci hanno raccontato come fanno a produrre un formaggio così buono. I Morandi hanno un’attenzione quasi maniacale per ogni dettaglio in ogni fase del processo produttivo. Il latte proviene da allevamenti veneti che conoscono perfettamente e soprattutto è la loro produzione casearia ad adattarsi ai ritmi della natura. Sembra scontato, ma non siamo più abituati a pensare che la produzione di alcuni formaggi possa rallentare o fermarsi per rispettare il ciclo riproduttivo degli animali da latte. Come non siamo più abituati alla certezza di un prodotto totalmente locale, fatto con latte 100% veneto (a dirla tutta, quanti formaggi con latte straniero troviamo negli scaffali dei supermercati con la bandiera italiana stampata sopra?!).

Sapere… di buono

Sapere è un’altra parola che affiancherei al nome Morandi. Prima di tutto perché il loro formaggio sa di buono, eccome! Ma è squisito grazie al sapere della famiglia Morandi. La lavorazione artigianale viene declinata a seconda delle diverse variabili che possono incidere sul gusto finale del formaggio: umidità, condizioni meteorologiche, temperatura possono condizionare fortemente il formaggio. Io non lo sapevo, ma anche solo qualche minuto in più può impedire una buona lavorazione dello stracchino. I Morandi viziano i loro formaggi…non aspettatevi le stesse attenzioni dalla produzione industriale!

D’altronde, come tutte le cose più buone, il formaggio è semplice da fare, ma è difficile farlo bene.

Infine, da buona forchetta quale sono, volevo chiudere questo articolo dandovi qualche consiglio…ma la verità è che non saprei scegliere tra yogurt, ricotte, formaggi più o meno stagionati misto pecora o capra, stracchino e cremosa di capra e ancora mozzarelle di latte di vacca e affinati di capra alle erbe e fiori!

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