La Roccola: la rinascita del vino dei Colli Euganei parte da qui

Quando siamo entrati nella corte dell’Azienda Agricola La Roccola, pensavamo di trovarci davanti a una delle molte cantine dei Colli Euganei che producono buon vino nella meravigliosa cornice del colline del territorio. Ma quando Alberto Belluco ci viene incontro a darci la mano, capiamo dall’entusiasmo dei suoi occhi che non è così…o meglio, che non è solo così.

Alberto ha più o meno la nostra età ed è responsabile della produzione dell’azienda agricola, dalla vigna al bicchiere, passando anche per le eccellenze del piatto. Con un sorriso ci accompagna subito tra le sue vigne: è qui che nasce la cantina e agriturismo La Roccola.

Famiglia e tradizione

La storia di La Roccola si confonde con la storia dei Colli Euganei di cui è parte e cui certamente contribuisce. Dal 1982 la famiglia Belluco porta avanti l’azienda investendo sulla qualità del vino e sul saper garantire una lavorazione superba ma al tempo stessa responsabile, in grado di valorizzare al meglio ogni bicchiere. Ogni grappolo viene ancora oggi raccolto a mano, nel rispetto della tradizione e nel fedele riconoscimento della natura. Ogni piatto vi porterà attraverso il sapore di questo territorio, con la maggior parte dell’offerta gastronomica coltivata o allevata a metro zero in azienda. Qui si riesce a cogliere il sapore della tradizione e il calore familiare, che percepiamo in ogni bicchiere e piatto che Alberto ci fa assaggiare all’interno della bottaia, una sala rustica dove la pietra si mischia al profumo delle botti di rovere. 

Territorio e qualità

È parlando con Alberto e assaggiando i prodotti di La Roccola che ci rendiamo conto che il segreto di questa azienda è il territorio. Ogni spiegazione Alberto la dedica ai suoi vigneti, ogni piatto ci parla dei Colli Euganei, in ogni bicchiere la storia di queste terre. Trascorrendo qualche ora con lui ci rendiamo conto che dietro a una produzione di eccellenza ci dev’essere un attento ascolto della terra e della vite. È così che il lavoro dei nonni si mischia allo studio scientifico dei più giovani per esaltare la produzione vitivinicola. La specificità di ogni vino viene valorizzata attraverso la declinazione di ogni vigneto a seconda del terreno e del microclima più adatto, che nei Colli Euganei può cambiare anche a distanza di poche centinaia di metri. È l’incredibile territorio dei Colli Euganei a  plasmare le sue uve con la sua umidità, la temperatura, l’escursione termica e l’esposizione al sole, caratterizzando in modo così forte l’anima di questi vini.

Tra sapore del passato e sapere del presente

I vini di La Roccola raccontano dell’incastro perfetto tra passato e presente. Ci emozionano attraverso l’amore della famiglia Belluco per queste terre, e un attimo dopo ci riportano al presente, alle mille potenzialità dei Colli Euganei.

Il solido legame che questa famiglia ha con la sua storia e con il territorio si palesa in ogni bottiglia. Alberto ci fa assaggiare Il Battista, uno spumante rosé extra dry del 2018 che ci colpisce particolarmente per l’eleganza della bollicina così fine e delicata. Il Battista prende il nome proprio dal nonno di Alberto, che tanto amava il vitigno raboso da dedicargliene una produzione in versione rosé.

Passiamo poi al Quintus, un bianco IGT ottenuto per il 90% da uve garganega e per la rimanente parte da sauvignon e moscato secco, che permettono di completare il bicchiere con la loro leggera aromaticità. Anche in questo caso percepiamo il dialogo tra passato e presente, con un vino tipico dei Colli Euganei volutamente prodotto dai Belluco fuori dalla DOC per permettergli una macerazione di 24 ore e un leggero appassimento in campo, così da concentrarne l’estratto secco e l’acidità naturale, regalandogli una struttura più importante.

Il territorio è un elemento costante nella produzione di La Roccola, e ancora una volta è una zona dei Colli Euganei a dare il nome a Breo, moscato giallo secco IGT, esempio perfetto di come solo la conoscenza di ogni terreno possa far esprimere al massimo un vigneto. Breo nasce infatti da un vitigno di moscato giallo che non essendo esposto al sole nelle ore più calde riesce a mantenere una buona maturazione, ricordando al naso il moscato classico, di cui riesce però ad essere molto più espressivo in bocca.

Assaggiamo poi un cabernet del 2016, il Valcinta, che ancora una volta prende il nome da una delle vallate dei Colli Euganei, la cui ventilazione naturale permette di poter raccogliere l’uva più tardi, tra la terza e la quarta settimana di ottobre. Il Valcinta è un blend tra cabernet franc e cabernet sauvignon, particolarmente gradevole per la sua morbidezza.

La bottiglia che ci fa innamorare è però il Maroneria del 2012, che nasce da un vigneto situato su quello che una volta era un vecchio castagneto – in dialetto, maronaio. Il Maroneria è per il 60% merlot e per il restante 40% cabernet franc, ma non esce tutti gli anni: ci devono infatti essere determinate caratteristiche di clima per garantire un’annata adatta a questa produzione. Il Maroneria ci colpisce con la sua struttura e il profumo intenso, possibili grazie all’assenza di filtrazione.

Chiudiamo la nostra visita con Epilogo, un moscato giallo passito che nasce da una ricetta di famiglia. Alberto ci racconta di quando nel dopoguerra non si trovavano sul mercato botti nuove e le uniche che il nonno riusciva ad acquistare erano molto spesso quelle usate per la produzione del brandy. Per ironia della sorte, proprio queste botti hanno permesso di dare a questo vino un’impronta diversa e un aroma unico. Negli anni la famiglia Belluco ha fatto evolvere questa bottiglia, che racchiude ora tre annate diverse.

Tra un vino e l’altro Alberto ci accompagna nella storia di La Roccola, ci racconta con passione ogni aneddoto e, con la naturalezza che solo chi ama il proprio lavoro può avere, ci parla delle sfide che sta portando avanti per il suo territorio. Tra un bicchiere e l’altro, rimaniamo incantati ad ascoltarlo, e non sappiamo più se è “solo” per il vino o anche per l’amore per i Colli Euganei che ci trasmette.

La seconda vita dei Colli Euganei

Generazioni diverse sono legate tra loro dal territorio. E’ il territorio che definisce le aspirazioni produttive dei viticoltori dei Colli Euganei, è la terra che decide quale vigneto le va destinato, è la natura a scandire i ritmi della raccolta e le attenzioni da dedicare a ciascun vigneto. I valori e il sapere delle generazioni più vecchie sono stati capaci di far esprimere i Colli Euganei, ma ora in questo panorama vitivinicolo alcuni giovani produttori, tra cui Alberto, stanno cercando di fare rete per promuoverne e farne conoscere le eccellenze. I Colli Euganei sembrano ancora scontare una concezione semplicistica del vino, che non permette di apprezzarlo in toto in quanto prodotto locale. Questo spesso non consente alla produzione vitivinicola dei Colli Euganei di essere valorizzata per le sue eccellenze, in un territorio peraltro in cui è il terreno stesso a rendere unica ogni produzione e in cui proprio per questo dovrebbe essere più facile fare rete. E nel cinquantesimo anno dell’istituzione della DOC Colli Euganei, fa male, a due padovani come noi, accorgersi che sebbene i vini della provincia in cui siamo nati siano ben conosciuti fuori dall’ambito nazionale – e lo testimoniano gli importanti traguardi raggiunti da La Roccola e da altri giovani come Alberto – incontrino troppo spesso una concezione del vino che ancora non sa dare a questo territorio la giusta rilevanza che merita.

Siamo sicuri che la passione di ragazzi come Alberto saprà dare nuova vita al lavoro delle generazioni più vecchie, in una sempre più equa valorizzazione delle eccellenze prodotte nei Colli Euganei. In fondo, ogni vino qui ha una storia da raccontare, dobbiamo solo volerla ascoltare.

Link utili:

http://www.laroccola.it/index.php

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